L’educazione fisica serve a rendere il corpo dell’attore robusto e potente ma non deve portare a nessuna deformazione esagerata, infatti la ginnastica deve correggere, non deformare. Si devono correggere i difetti e mantenere le parti già proporzionate. Ad esempio dall’acrobatica bisogna prendere la prontezza di decisione che aiuterà ad essere più sciolti e più agili in scena. La danza non solo raddrizza il corpo ma allarga i movimenti rendendoli precisi e completi. Inoltre scioglie gambe e braccia e dà la giusta impostazione alla spina dorsale. Quando con l’esercizio saremo in grado di sentire dentro di noi l’energia che attraversa il corpo, la chiameremo senso del movimento.
Il modo di camminare ha una importantissima funzione in scena; l’andatura deve essere il più naturale possibile, priva di oscillazioni orizzontali o verticali. Per ottenere questo, una particolare attenzione deve essere dedicata al corretto uso di tutte le parti del corpo: gambe, piedi, dita.
Per quanto riguarda la voce, prima di tutto, bisogna controllare il proprio apparato respiratorio e vocale, ed esercitarlo; la voce va impostata seguendo un metodo preciso. E per fare questo occorre un intenso allenamento. Una volta che la voce è ben impostata bisogna iniziare a parlare come si canta.
Un artista deve inoltre possedere una dizione perfetta; non solo deve sentire mentre parla ogni frase ed ogni parola, ma anche ogni sillaba ed ogni lettera. L’attore deve continuamente sforzarsi di parlare in modo corretto e armonioso sia nella vita che sulla scena. Le pause inoltre mettono in risalto le parole più importanti, separandole dalle altre, e quelle più lunghe sottolineano il significato interiore della frase.
Le pause psicologiche servono a dar vita al pensiero e a comunicare il sottotesto, ovvero la trama che sta sotto al testo, e che ne determina la direzione e il significato.
A teatro, per comunicare meglio con il pubblico, si usa l’intonazione, cioè l’alternanza di crescendo e calando che dà forza alla parola.